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Giorgio Chinaglia, una storia contro


Serie B, stagione ‘71/72: Lazio seconda e promossa in Serie A. Capocannoniere Giorgio Chinaglia:
21 reti sulle 48 della squadra. Ultima giornata domenica 18 giugno e clamorosa convocazione in
Nazionale, prima della storia per un calciatore di Serie B, in vista dell’amichevole di mercoledì 21 a
Sofia contro la Bulgaria.

Partito dalla panchina, Chinaglia entra al 46° e al 50° segna il gol del
definitivo 1-1. CT azzurro Ferruccio Valcareggi, che tre anni dopo, nel secondo tempo di Italia-
Haiti, Mondiali di Germania ’74, sostituirà lo stesso Chinaglia, prendendosi un clamoroso ‘vaffa’ in
mondovisione. Non il primo né l’ultimo gesto polemico del centravanti. Come dimenticare le sue
corna al pubblico napoletano nell’ultima di Serie A ‘72/73? Uno scudetto svanito in una corsa a tre,
conclusasi a favore della Juve con gol del 2-1 di Cuccureddu al minuto 87 contro la Roma
all’Olimpico, gol dell’1-0 al minuto 89 di Oscar Damiani, contro la Lazio al S. Paolo, e il crollo del
Milan per 5-3 nella ‘fatal Verona’. Oppure il rigore del definitivo 2-1 nel derby contro la Roma,
nell’anno del primo scudetto biancazzurro ‘73/74: Chinaglia trasforma, riprende il pallone, lo
scaglia contro la curva Sud e punta l’indice verso la tifoseria giallorossa scatenando l’inferno. In
mezzo la sgroppata di Long John sulla destra al minuto 86, nell’amichevole Inghilterra-Italia del 14
novembre 1973. Cross al centro per Capello che infila Shilton per l’1-0, prima vittoria azzurra
contro i Maestri. I tabloid inglesi avevano definito la Nazionale ‘squadra di camerieri’, con
riferimento a Chinaglia, centravanti dal fisico imponente, ingobbito per una spalla più alta dell’altra,
chioma fluente, basettoni e uno stile molto british. Già, perché la storia di Chinaglia è quella di un
emigrante al contrario. Nato a Carrara nel 1947, cresce con la nonna mentre i genitori emigrano in
Galles. Papà Mario lavora come operaio metalmeccanico e poi apre un ristorante a Cardiff. A otto
anni Giorgio raggiunge i genitori. Di giorno studia e gioca a calcio, di sera fa il cameriere e il
lavapiatti. A 15 anni fa un provino nel Cardiff City, ma viene scartato. Per ripicca Giorgio ci prova
coi rivali dello Swansea Town, A scoprirlo è Mel Charles, fratello minore di John, compagno di
Boniperti e Sivori alla Juve. Tra ’64 e ’66 in prima squadra colleziona solo 6 partite e 1 gol,
complici fumo, alcol, gioco e donne.

Un bel giorno papà Mario si presenta nell’ufficio del manager
Billy Lucas perorando la causa del figlio con un’ascia. Chinaglia rientra a Carrara per il servizio
militare e, vista la brutta aria, la famiglia lo segue. Giorgio sogna sempre di giocare, ma la
Carrarese lo scarta. Ancora per ripicca Giorgio si fa ingaggiare dalla rivale Massese in Serie C. Un
anno dopo il trasferimento all’Internapoli, sempre in C, dove gioca due stagioni sotto la guida di
Gianni Di Marzio e Luis Vinicio. Qui conosce Pino Wilson, storia opposta a quella di Chinaglia.
Pino nasce a Darlington da padre militare inglese e madre napoletana, che lo porta con sé a Napoli.
Giorgio e Pino vengono quindi acquistati dalla Lazio, neopromossa in serie A. Due stagioni
deludenti e retrocessione in B, ma nella stagione ’71/72 il destino di Giorgio e Pino incrocia quello
del tecnico pisano Tommaso Maestrelli. Il resto è leggenda biancoceleste.

3 Gennaio 20263 minuti di lettura
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