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Massimo Palanca, “l’uomo che volle essere Re”

Il titolo del racconto di Kipling ben si adatta a Palanca, che nasce a Loreto nel 1953, quinto di otto fratelli. La famiglia si trasferisce presto a Recanati, in uno stabile con annesso campo di calcio, di cui papà Renato è custode. Dopo le giovanili nel Portorecanati, la sua carriera calcistica inizia a 17 anni in Serie D nel Passamonti Camerino. Nel 1973 il passaggio in Serie C al Frosinone. Al termine dell’unica stagione in Ciociaria realizza 17 gol vincendo la classifica cannonieri del girone C e viene contattato dalla Reggina, allora in Serie B. Palanca precisa che avrebbe firmato solo in caso di permanenza della squadra nella serie cadetta. Destino volle che la Reggina quell’anno retrocesse in C e quindi Palanca accettò la proposta dell’altra squadra calabrese di Serie B, il Catanzaro.

Foto di pubblico dominio. Massimo Palanca – US Catanzaro

Così Palanca descrive il suo rocambolesco arrivo nella città, che gli concederà la cittadinanza onoraria nel 2023 e nella quale sarà chiamato ‘O Rey’ o ‘Imperatore della Curva Ovest’: “Prima di tutto devo dire che sono andato a vedere dove fosse Catanzaro, non mi vergogno a dirlo. Il primo viaggio da Roma è stata una cosa allucinante, ho dormito in treno con la testa sulla valigia. Arrivai il 16 luglio dopo un viaggio di 12 ore in treno, la stazione era deserta e andai in bus fino alla sede. A Frosinone prendevo 120 mila lire. A Catanzaro 1 milione al mese”. Con lui arrivò dal Brindisi un giovane allenatore, Gianni Di Marzio, e dalla Roma un giovane difensore, che diverrà allenatore top in Europa, ‘Sir’ Claudio Ranieri. In quegli anni il Catanzaro conquistò la serie A per due volte: nel 1975/76 guidato da Gianni Di Marzio e con Palanca bomber della squadra (11 reti); nel ‘77/78 guidato da Giorgio Sereni con Palanca capocannoniere della Serie B (18 reti). A guidare le Aquile in Serie A dal ‘78/79, ma il mitico ‘Sor Magara’ Carletto Mazzone. La stagione, conclusa con un brillante 9° posto, ha il suo culmine nella clamorosa vittoria in trasferta contro la Roma all’Olimpico per 3-1, tripletta di Palanca e primo gol realizzato da calcio d’angolo, specialità del ‘Piedino d’oro’ numero 37.

Foto di pubblico dominio. Roma Stadio Olimpico . Massimo Palanca è il calciatore italiano che detiene il record di gol olimpici, cioé da calcio d’angolo. E’ il 4 marzo 1979 quando “piedino di fata” segna da calcio d’angolo nella vittoria del suo Catanzaro contro la Roma

A fine carriera le reti direttamente da corner saranno 13, con la complicità di un ‘insospettabile’. Chi? Ce lo rivela lo stesso Palanca: “Quando tiravo il calcio d’angolo io, c’era un giocatore, che era Claudio Ranieri, che praticamente saltellava davanti alla porta avversaria. Il portiere per un attimo non vedeva la palla, quando gli riappariva si trovava spiazzato. Ma non c’era solo questo. Facevo allenamenti specifici sfruttando il vento di Catanzaro, dove notoriamente soffia molto forte”. Tuttavia il bagaglio tecnico di Palanca, ala sinistra, è fatto anche di punizioni, rovesciate e passaggi illuminanti rilasciati dal suo Piedino di Fata, definito da Sandro Ciotti “uno dei migliori sinistri d’Europa”. La prima esperienza di ‘O Rey’ a Catanzaro termina nel 1981 con passaggi poco fortunati al Napoli, al Como e nel Purgatorio della C2 al Foligno. Ma in vista della stagione ‘86/87 il richiamo di Catanzaro, nel frattempo precipitato in C1, è troppo forte per Palanca. Il ritorno è trionfale: 17 gol, titolo di capocannoniere del girone e promozione in Serie B, categoria dove finirà la sua carriera nel 1990. Disse il brasiliano Socrates: “non si gioca per vincere, ma per essere ricordàti”. E chi non ricorda Palanca, l’uomo che volle essere Re di Catanzaro?

14 Gennaio 20263 minuti di lettura
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