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Il secondo pareggio consecutivo decreta il mesto addio del Bari alla serie B

SUDTIROL 0 – BARI 0

SUDTIROL: ADAMONIS, EL KAOUAKIBI, PIETRANGELI, VESSEL, MOLINA, FRIGERIO (83’ TAIT) , TRONCHIN, CASIRAGHI (86’ CRNIGOJ), DAVI, MERKAJ, PECORINO ( 86’ ODOGWU).

AMMONITI: EL KAOUAKIBI

ALLENATORE: FABRIZIO CASTORI

BARI: CEROFOLINI, MANTOVANI (57’ DICKMAN) , ODENTHAL, NIKOLAU, DORVAL, BRAUNODER (84’ ARTIOLI), MAGGIORE (46’ VERRETH), PISCOPO, PAGANO (68’ GYTKJAER), MONCINI, RAO ( 84’  CUNI).

AMMONITI: ODENTHAL, MAGGIORE, ARTIOLI

ALLENATORE: MORENO LONGO

ARBITRO: LA PENNA DELLA SEZIONE DI ROMA

Si apre la porta dell’Inferno per il Bari. Il primo verdetto emesso dalla post season – aspettando quello della finale playoff tra Monza e Catanzaro –   sancisce la retrocessione per i galletti pugliesi, che non riescono a vincere la gara di ritorno contro il Sudtirol. I pugliesi avevano un solo risultato per salvare la categoria, e anche la faccia, ma, come al San Nicola, non sono riusciti a sbloccare la partita. Del resto per una squadra con l’acqua alla gola era categorico disputare una partita all’arma bianca per cercare di conquistare la vittoria. Dunque al Druso di Bolzano si è ripetuto lo stesso copione di una settimana fa, durante la partita d’andata, cioé è scesa in campo una formazione priva di carattere e personalità incapace di imporre il proprio gioco e di avere le occasioni per portare a casa e la vittoria e la permanenza in categoria.   Del resto la caduta negli inferi per il Bari è la diretta conseguenza di una stagione disastrosa, in cui si è accentuata la cesura tra la proprietà De Laurentiis e una delle piazze più importanti del calcio meridionale. Affermare pubblicamente che il Bari “rappresenta la squadra B” della famiglia De Laurentiis ha ferito nell’orgoglio l’intera tifoseria barese. Inoltre, la programmazione estiva del direttore sportivo, Giuseppe Magalini, ha puntato sul risparmio, ingaggiando gli svincolati del retrocesso Brescia (Dickman, Verreth, Moncini) e su scarti di categoria e  affidando la squadra – defenestrando così Moreno Longo –  prima a Fabio Caserta e poi a Vincenzo Vivarini. Infine, l’ultima trovata della proprietà è stata quella di azzerare la gestione tecnica, cioè far fuori il direttore sportivo Giuseppe Magalini per promuovere l’ex capitano Di Cesare nel ruolo di responsabile dell’area sportiva e poi richiamando Moreno Longo. Una vera iattura che ha portato al tracollo. E non sono serviti gli ultimi squilli con le due vittorie consecutive per tirarsi fuori dalle sabbie mobili della bassa classifica. L’unico risultato positivo conquistato dai galletti è stato quello di avere la chance di disputare il playout, ma le due vittorie hanno dimostrato quanto fossero effimeri i successi conseguiti contro Virtus Entella e Catanzaro. Infatti, arrivati all’importante  banco di prova del playout – contro il Sudtirol – la squadra biancorossa ha steccato inesorabilmente non avendo né carattere e né personalità.

LA CRONACA. Per quanto riguarda le occasioni, sono stati pochi gli episodi degni di nota: la squadra di casa ha colpito al 34’ un palo, in seguito a un’azione sulla fascia destra di Molina e un  gol annullato dall’arbitro La Penna (anche questa volta penoso e imbarazzante). Questa la dinamica:  al 63’ in un’azione di ripartenza Merkaj e Pecorino si involano verso la porta di Cerofolini con il centravanti che segna, ma l’arbitro, richiamato dal VAR, annulla la rete per un precedente fallo dell’autore del gol su Dickman. Inoltre, Frigerio al 72’ si è reso pericoloso con un tiro dalla distanza respinto da Cerofolini. Il portiere poi compie il miracolo anche sul tap in di Pecorino. 

Il Bari, invece, ha tirato solo due volte nello specchio della porta difesa da Adamonis. L’occasione più ghiotta  arriva al 32’ con il giovane Rao, che colpisce il palo. Infine, si registra all’89’ un tiro dalla distanza di Artioli neutralizzato da Adamonis. Troppo poco per sperare di rimanere nella categoria.    

23 Maggio 20264 minuti di lettura
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