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Ampelea: dal sogno “infranto” al triste esodo istriano. Terza parte

8. Il campionato dell’Alta Italia. Il sogno infranto dell’Ampelea (1944)

Nel girone interzonale veneto-giuliano avrebbe dovuto affrontare Venezia, Verona e Triestina, ma il Verona diede forfait prima dell’inizio del girone. Il girone fu vinto dal Venezia, ma con molte recriminazioni dell’Ampelea. Nella sfida d’andata giocata a Isola, il Venezia vinse 1-0, ma i giocatori dell’Ampelea protestarono causa un rigore negato per un tocco di braccio evidente. Nella seconda partita l’Ampelea espugnò il campo della Triestina per 2-1, ma alla fine del match si accese una rissa generale tra giocatori, dirigenti e una minoranza di tifosi che invasero il terreno di gioco. La terza e decisiva partita fu Venezia-Ampelea. Una vittoria in trasferta avrebbe rimesso in gioco gli isolani. Fino al 36° del secondo tempo la gara era rimasta sullo 0-0 e tutto era ancora possibile, ma quando il Venezia segnò con Busidoni in sospetta posizione di fuorigioco, i giocatori dell’Ampelea lasciarono il campo in segno di protesta. Vittoria a tavolino per i lagunari e sogni di gloria sfumati per gli isolani. Per la cronaca, quel campionato fu vinto clamorosamente dai Vigili del Fuoco di La Spezia sul Venezia e sul Torino, che l’anno prima aveva vinto scudetto e Coppa Italia! Ma per un sogno che s’infrange, ecco un incubo che si stava materializzando, l’occupazione jugoslava nel maggio del 1945 e l’istituzione della Linea Morgan, che divideva la Venezia Giulia in due aree, una controllata dagli Alleati e una controllata dalla Jugoslavia. Isola d’Istria si trovò poco a sud rispetto alla Linea Morgan, ma pur sempre in area d’influenza jugoslava.

9. Il calcio al tempo dell’esodo istriano (1945-1955)

Sebbene Isola d’Istria fosse sotto controllo jugoslavo, all’Ampelea fu concesso di partecipare al campionato di Serie C 1945-46, ultimo della sua storia, nel girone A della Venezia Giulia, composto da 13 squadre. L’Ampelea si piazzò al secondo posto, a pari merito con la Ponziana Trieste, 5 punti dietro la Cormonese, unica qualificata alla fase finale. Tuttavia, il 12 maggio 1946, la dirigenza decise di sciogliere la società e inserire i suoi giocatori nelle liste di trasferimento. Fine della fiaba isolana? Non ancora, perché nello stesso 1946 fu costituito il Circolo di Educazione Fisica (CEF) di Isola d’Istria, che entrò a far parte dell’Unione dei Circoli di Educazione Fisica (UCEF), federazione sportiva dei territori occupati della Venezia Giulia sotto il rigido controllo delle autorità jugoslave e in contrasto con il CONI di Trieste. Dirigenti e giocatori del CEF Isola erano gli stessi dell’Ampelea, dunque italiani. Col trattato di pace del 10 febbraio 1947 Isola d’Istria fu inclusa nella Zona B del Territorio Libero di Trieste, amministrata dall’esercito jugoslavo. Tra le stagioni 1947-48 e 1950-51 la UCEF organizzò il campionato di calcio del TLT. Nella prima stagione la squadra isolana partecipò col nome di CEF Isola, dal 1948-49 mutò la propria denominazione in Arrigoni, dal nome dell’azienda conserviera già parte dell’Ampelea. La Arrigoni vinse il campionato TLT del 1949-50. Nel 1951 altro cambio di nome, Unione Sportiva Isola/Izola, e iscrizione alla ricostituita federazione jugoslava di calcio. Nel 1951-52 vince il campionato circondariale istriano ed è promossa nella lega slovena. Scorrendo la formazione i cognomi sono praticamente tutti italiani: Moscolin, Corbatto, Delise, Sorgo, Pugliese, Milloch, Dudine, Benvenuti, Depase, Zaro e Russignan [fonte La nostra lotta, 21.11.1951]. Nel 1952-53 la US Isola giunse seconda, ma fu comunque promossa nella lega inter-repubblicana sloveno-croata. Dunque fino all’ultimo i ragazzi italiani si fecero onore, ma la sorte dell’Istria era segnata. Il Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 assegnò di fatto la Zona B alla Jugoslavia e tra 1953 e 1956 gli italiani d’Istria lasciarono in massa la loro terra. La US Isola cambiò il proprio nome in NK Izola, ma soprattutto cambiò la rosa dei propri giocatori, tutti sloveni dopo la partenza degli italiani. Triste finale per la fiaba dell’Ampelea.

18 Settembre 20264 minuti di lettura
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