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Il calcio a Palermo: isolano, ma non isolato.

1. Tra le grandi protagoniste della Serie B 2026-27 vi è certamente il Palermo di Pippo Inzaghi. La storia di questa società è emblematica del rapporto contrastato tra il calcio meridionale e quello nazionale. Infatti il primo club di calcio a Palermo nasce nel 1900, quindi in contemporanea o addirittura in anticipo rispetto a molti ‘squadroni del Nord’. Eppure occorrerà attendere la stagione 1921-22 per l’esordio dei rosanero in un campionato nazionale e addirittura la stagione 1930-31 per vedere il Palermo in Serie B! Come spiegare questa contraddizione e questo ritardo del calcio palermitano nella scalata ai vertici nazionali? Rispondere a questa domanda significa intraprendere un viaggio affascinante nel tempo e nello spazio, nella società palermitana tra Otto e Novecento e infine solcare mari e oceani. Leggere per credere!

2. Sport palermitano: padre inglese (1897).

La pratica sportiva in forma organizzata ebbe inizio a Palermo nell’aprile 1897 con la fondazione dello ‘Sport Club Palermo’. Presidente del club fu nominato Joseph Isaac Spadafora Whitaker, detto Pip (Palermo 1850, Roma 1936). Personaggio assolutamente straordinario, discendente delle famiglie inglesi Ingham e Whitaker, originarie del West Yorkshire, produttrici ed esportatrici di vino Marsala, grazie alla flotta di velieri di loro proprietà, dal 1806 con Benjamin Ingham e dal 1819 con Joseph Whitaker, figlio di Mary Ingham, sorella di Benjamin. Joseph Isaac fu ornitologo e archeologo di fama internazionale. Un’ampia collezione di uccelli, nidi e uova di specie tunisine, marocchine e siciliane era ospitata, insieme con voluminosi appunti delle sue numerose spedizioni in Tunisia, in una dependance di Villa Malfitano, l’esclusiva dimora art nouveau fatta costruire dallo stesso Whitaker. Oggi parti di questa collezione sono conservate in musei britannici. Una lepre, un piccolo mammifero e due volatili hanno un nome scientifico con la dicitura latina whitakeri. Negli ultimi anni di vita Joseph Isaac si dedicò invece all’archeologia, tanto da acquistare l’isola di San Pantaleo nello Stagnone di Marsala per dedicarsi allo studio dei resti dell’antica colonia fenicia di Mozia. Frutto di questi studi il volume Motya – A Phoenician Colony in Sicily, pubblicato a Londra nel 1921.

3. Calcio palermitano e messinese: padri siciliani (1900).

Considerato che la maggioranza dei soci deIlo Sport Club di Palermo erano di origine inglese, è probabile che il calcio fosse già praticato, ma non si hanno notizie di incontri. Gli sport principali erano infatti lawn-tennis, cricket, scherma e tiro a segno. A catalizzare l’interesse per il calcio non furono però i soci inglesi del club, bensì un giovane palermitano, Ignazio Majo Pagano, detto Gnazeddu (Palermo, 1876-1961). Figlio di facoltosi proprietari terrieri, nel biennio 1898-99 fu allievo dell’antico e prestigioso Eton College per consolidare la conoscenza dell’inglese, in compagnia del messinese Alfredo, detto Adolfo, Marangolo, figlio di industriali del limone e suoi derivati. Entrambi si innamorarono del gioco del calcio e, tornati in Italia nell’agosto del 1900, fondarono le prime società di calcio nelle rispettive città. Ignazio fu fondatore e vice presidente dell’Anglo-Palermitan Athletic and Foot-Ball Club il 1° novembre 1900, mentre Adolfo fondò il Messina Football Club il 1° dicembre 1900. Presto i due amici sarebbero diventati rivali sui campi di calcio, ma andiamo con ordine. L’amore di Gnazeddu per il calcio non avrebbe mai potuto dare frutti concreti se non fosse stato corrisposto dai soci dello Sport Club, ai quali Ignazio Majo Pagano si rivolse per illustrare il suo progetto, e che in pochissimi mesi gli fornirono una sede, un terreno di gioco, dirigenti e calciatori, nonché palloni e divise per allestire una nuova società di calcio.

4. Anglo-Palermitan AFC: la prima dirigenza (1900-1903).

Il primo presidente dell’Anglo-Palermitan AFC, nonché portiere della squadra, dal 1° novembre 1900 fino a dicembre 1902, fu Edward Mervyn De Garston. Figlio del reverendo anglicano Norman, egli nacque a Fecamp (Normandia) il 27 luglio 1869 e morì a Rapallo il 7 marzo 1939. Dal 1895 al 1902 Edward fu vice console britannico a Palermo. La carriera consolare lo portò da Livorno a Palermo e quindi a La Spezia, da Santo Domingo a Port au Prince, da Ragusa (Dalmazia) agli Stati di Bahia e Sergipe (Brasile), da Christiania (Oslo) a Kristiansand (Norvegia), da Milano a Torino, dalla Repubblica di S. Marino a Livorno. Dopo la nomina di Edward De Garston come vice console di La Spezia il 4 dicembre 1902, il ruolo di presidente effettivo fu assunto dal fondatore Ignazio Majo Pagano, mentre Joseph Isaac Spadafora Whitaker fu nominato presidente onorario del club palermitano. Figura-chiave dell’Anglo-Palermitan AFC fu George Edward Samuel Blake. Infatti egli fu difensore, capitano, allenatore in campo e segretario della società. Peraltro George Blake era tante altre cose: funzionario del consolato britannico di Palermo, gestore della locanda Sailor’s Rest, ritrovo dei marinai inglesi, e predicatore anglicano. Di umili origini, George nacque a Portsea (Portsmouth) il 18 gennaio 1862, figlio del carpentiere James, e morì di malaria a Palermo il 30 settembre 1912. Tuttavia per capire l’importanza di Blake occorre sapere ciò che fece prima di giungere a Palermo. Già, perché egli fu cofondatore e consigliere del Genoa Athletic and Cricket Club nel 1893, diventato poi nel 1899 Genoa Cricket and Football Club. Peraltro la fondazione del Genoa avvenne negli uffici del consolato britannico del capoluogo ligure. Per non farsi mancare nulla, Blake figura anche come difensore nella rosa del Genoa campione d’Italia nel 1898, 1899 e 1900!

5. Anglo-Palermitan AFC: i primi colori (1900-1905).

A proposito di Genoa, i colori sociali dell’Anglo-Palermitan AFC fino al 1907 non furono il rosa e il nero, bensì il rosso e il blu. Perché questi colori? Secondo una fonte sarebbero ispirati proprio al Genoa, ma fino al 1901 il Genoa non indossava la classica casacca rossoblu, bensì una maglia a strisce verticali bianche e azzurre. Secondo un’altra ipotesi sarebbero stati scelti da George Blake in quanto colori della divisa del Portsmouth, sua città d’origine, ma il club inglese nacque nel 1898, quando Blake era già lontano dall’Inghilterra. L’ipotesi più accreditata è che il rosso e il blu fossero un omaggio ai colori della bandiera del Regno Unito, considerato peraltro che due massimi dirigenti della squadra erano funzionari consolari. Infine non posso non riferire la leggenda, tanto meravigliosa quanto smentita dai documenti, sull’origine dei colori rosanero. Secondo questa leggenda le prime maglie, di colore rosso, furono acquistate in Inghilterra e riposte nella stiva accanto al carbone, che macchiò di nero le maglie. Nel tentativo di smacchiarle furono lavate al loro arrivo a Palermo, ma col risultato di non togliere le macchie nere e scolorire il rosso originale in rosa.

6. Anglo-Palermitan AFC: le prime sfide (1900-1904).

Il primo incontro nella storia dell’Anglo-Palermitan FC fu disputato contro l’equipaggio della nave inglese ‘Nathan’ il 30 dicembre 1900, con sonora sconfitta 5-0. In onore alla bandiera inglese i palermitani scesero in campo con una camicetta bianca e rossa. Si giocò alla presenza di 400 spettatori, rampolli dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, assiepati su una tribunetta allestita per l’occasione in un terreno dietro Villa Varvaro, proprietà dei Whitaker. Soggetto a frequenti allagamenti, il terreno fu presto ribattezzato U Pantanu. Ciò nonostante rimase comunque il campo di gioco della squadra palermitana fino al 1914. Il secondo incontro della storia è datato invece 3 aprile 1901 contro l’equipaggio dello yacht Catarina Walker, terminato 1-1 con rete palermitana del cavalier Ernesto Caneva. Si ha anche notizia di un match contro l’equipaggio dello yacht reale Victoria and Albert. Risale invece al 18 aprile 1901 la prima sfida siciliana contro il Messina FC di Adolfo Marangolo. Davanti a 1.000 spettatori la squadra palermitana superò i messinesi per 3-2. Questi ultimi dovettero attendere ben tre anni per la rivincita, che fu disputata a Messina il 5 aprile 1904. Stavolta furono i messinesi a imporsi per 3-2, col gol decisivo dei locali molto contestato dagli ospiti. Chiudo questa ‘pennellata’ citando un gustoso passaggio dell’articolo pubblicato su ‘Il Giornale di Sicilia’ del 19 aprile 1901, all’indomani del primo derby siciliano. Il giornalista descrive la curiosa mise dei giocatori del Messina, i quali “vestivano un elegantissimo costume in maglia bleu con calzoni bianchi, gambali di legno e berretto bleu e bianco”. Forse i colori blu e bianco furono scelti tra quelli presenti nello stemma dell’Eton College, di cui Adolfo Marangolo era stato allievo. La divisa con gambali di legno era chiaramente una divisa da cricket, ma dimostra anche quanto fossero ‘vigorosi’ i contrasti nel calcio di allora!

1 Ottobre 2026•7 minuti di lettura
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