11. Il primo campionato meridionale: Lipton Challenge Cup (1909-1915).
Il trofeo di Marcello Dudovich sarebbe stato messo in palio in un torneo tra le migliori squadre siciliane e campane, con invito che fu esteso a squadre di altre regioni. La formula prevedeva eliminatorie regionali in Sicilia e Campania, che avrebbero designato le due finaliste della Lipton Challenge Cup. La squadra vincitrice avrebbe poi rimesso in palio il trofeo fino all’assegnazione definitiva dopo cinque vittorie. Nei resoconti giornalistici la Coppa Lipton fu anche definita Lipton Trophy, ma soprattutto “gran campionato meridionale di football” o più sinteticamente “Torneo Meridionale”, dunque il primo campionato ufficiale di calcio nel Sud Italia, in attesa della nascita della Lega Sud prevista per la stagione 1921-22. La Coppa Lipton si disputò senza interruzione dal 1909 al 1915. Le sette finali si giocarono sempre a Palermo in gara secca, tranne nel 1913 in cui si giocò andata, ritorno e spareggio. Le squadre finaliste furono sempre e solo il Palermo FBC dal lato siciliano, mentre dal lato campano le finaliste furono due, il Naples FBC nelle prime cinque finali e l’US Internazionale Napoli nel biennio 1914-15. Il Naples FBC vinse le edizioni 1909 e 1911, il Palermo FBC le altre cinque edizioni, conquistando definitivamente il trofeo nell’aprile 1915, un mese prima dello scoppio della Grande Guerra.
12. Lipton Challenge Cup: le altre squadre partecipanti (1909-1915).
La lista delle partecipanti alle fasi eliminatorie fa emergere un movimento calcistico meridionale altrimenti sconosciuto, in quanto non affiliato alla FIGC. Sul fronte siciliano incontriamo squadre di varie città, che citiamo in ordine cronologico. Nel 1909 il Palermo FBC affrontò due squadre. La prima fu l’Audax Palermo FBC, battuto con un perentorio 5-1. Quindi l’Ortigia Sport Club di Siracusa, che si recò a Palermo per contendere un posto di finalista al Palermo FBC, ma la sua partecipazione fu annullata perché schierava giocatori pagati, opzione vietata dal regolamento del torneo. Tuttavia, in considerazione del lungo viaggio sostenuto dai siracusani, fu concesso loro di giocare una partita amichevole, dunque non valevole per la Lipton Cup, poi vinta 4-2 dal Palermo FBC. Nel 1910 a contendere un posto da finalista al Palermo fu ancora l’Audax Palermo FBC, che fu travolto dai rosanero per 9-0! Nel 1911 il Palermo eliminò il Trinacria Palermo FBC, ma con un mistero sul punteggio finale. Alcune fonti parlano di partita giocata il 4 aprile e vittoria rosanero per 2-0, altre danno un parziale di 3-1 con interruzione per incidenti e contestazioni e infine altra versione con partita giocata il 9 aprile e vittoria del Palermo per 8-0. Nel 1912 il Palermo FBC dovette eliminare due squadre di altre città siciliane per accedere alla finale: il Catania Unione Sportiva, battuta 6-0, e il Gruppo Sportivo Garibaldi Football Messina, sconfitto 3-1. Copione simile nel 1913, con due goleade rosanero. Prima partita contro l’Esperia FBC Catania, battuta per 7-0; seconda partita contro il Messina FBC, sconfitto per 9-0. Nel 1914 il Palermo sconfisse nella eliminatoria regionale la squadra del Mazzini, presumibilmente di Palermo, per 7-1. Infine nel 1915 nessuna squadra si presentò a sfidare il Palermo FBC per la finale. Passiamo ora al fronte campano-continentale. Già, perché nel 1909 il Naples FBC avrebbe dovuto giocarsi il posto in finale contro la SP Lazio e il Bari FBC, ma questi ultimi diedero forfait. Nel 1910 il Naples FBC ebbe invece la meglio sul campo di Bagnoli contro l’Helios Napoli Sport Club per 6-1. Nel 1911 nessuna squadra sfidò il Naples FBC nelle eliminatoria campana. Invece nel 1912 il Naples FBC affrontò e sconfisse per 3-1 gli ‘scissionisti’ dell’Unione Sportiva Internazionale Napoli sul campo di Bagnoli. Stessi contendenti nel 1913 e 1914, ma sul campo di Agnano e con vittorie nette del Naples FBC per 6-0 e 4-1. Finalmente nel 1915 l’Internazionale Napoli riuscì a battere il Naples FBC 1-0. Curiosamente però nel 1914 alla finale della Coppa Lipton si presentò l’Internazionale per rinuncia del Naples, mentre nel 1915 furono i giocatori del Naples a giocare la finale, ma con la maglia dell’Internazionale!
13. Ignazio Majo Pagano, un padre contro la sua creatura (1908-1910).
Nelle eliminatorie regionali della Coppa Lipton il Palermo FBC si sbarazzò facilmente dell’Audax Foot-Ball Club di Palermo in due occasioni, 5-1 nel 1909 e 9-0 nel 1910. Un derby che aveva un sapore particolare per il fondatore dell’Audax, nientemeno che Ignazio Majo Pagano, il giovane studente di Eton già fondatore dell’Anglo-Palermitan AFC, di cui fu vice presidente e poi presidente fino al termine della Coppa Whitaker del 1908. All’origine del clamoroso divorzio, almeno stando a una leggenda cittadina, ci sarebbe stata la frattura del braccio rimediata da Gnazeddu sul campo di gioco e causata da un giocatore inglese, che non sentì nemmeno il dovere di scusarsi. L’episodio non è comprovato, ma potrebbe contenere elementi di verità ovvero un contrasto crescente tra i dirigenti britannici e quelli italiani del Palermo. L’Audax era nome orgogliosamente latino, dirigenza e giocatori rigorosamente italiani. Non va dimenticato peraltro che a livello nazionale, proprio in vista della stagione 1908, la federazione italiana aveva approvato l’istituzione di due campionati, uno aperto ai soli italiani per la conquista del titolo di Campione d’Italia e uno aperto anche agli stranieri per il titolo di Campione federale. A laurearsi Campione d’Italia per la prima volta fu l’italianissima Pro Vercelli. Quindi, nel 1909, la Federazione Italiana Football cambiò nome in Federazione Italiana Giuoco Calcio. Fautore dell’italianizzazione del calcio, con una campagna iniziata sulle pagine della Gazzetta dello Sport, fu il primo presidente della FIGC Luigi Salvatore Bosisio, di famiglia milanese, ma nato curiosamente in terra siciliana a Serradifalco (Caltanissetta), dove il padre ferroviere era stato temporaneamente trasferito.
14. Il Torneo dei Mille: calcio all’italiana ante litteram (1910).
Visto che siamo in tema di patriottismo, non posso chiudere questa ‘pennellata’ senza citare il Torneo dei Mille, disputato a Palermo nei giorni 13 e 14 maggio 1910 nell’ambito delle manifestazioni del Cinquantesimo dell’Impresa dei Mille. Un torneo di calcio, cui si iscrissero cinque squadre: Società Podistica Lazio di Roma, Naples Foot-Ball Club di Napoli, Messina Foot-Ball Club, Audax Foot-Ball Club di Palermo e Palermo Foot-Ball Club. Il giornale ‘La Stampa Sportiva’ di Torino del 22 maggio riferisce del “Grande Torneo Meridionale di Foot-Ball a Palermo” con parole d’elogio per le partecipanti e con una frecciata polemica alla FIGC: “Per la prima volta tutte e più forti società dell’Italia centrale e meridionale si sono trovate riunite, e dall’incontro non poteva sortire che la vera squadra campione, senza gli intoppi delle suddivisioni e dei burocratici ingranaggi della nostra Federazione, la quale, pur approvando il Torneo, volle questa volta non metterci lo zampino dissolutore”. Purtroppo “un malaugurato contrattempo fece ritardare la venuta del Naples, che, escluso dal Torneo, dovette accontentarsi di giocare alcune partite amichevoli”. Lodevole la partecipazione del Messina, un anno e mezzo dopo il catastrofico terremoto, con una squadra di giovanissimi tra i 19 e i 14 anni. Purtroppo per loro in semifinale incappano nell’esperto Palermo, che vince 9-0. Senza storia anche l’altra semifinale: Lazio batte Audax 6-0. In finale il Palermo vince 2-1 in rimonta sulla Lazio. Così il giornalista torinese: “Nel primo tempo intanto la Lazio riesce in una melee [mischia, ndr] a segnare il primo punto, e ciò demoralizza un po’ i rosa-nero”, ma nella ripresa “Schimicci e Bonanno intanto a breve intervallo riescono dopo acre lavoro a segnare due punti pel Palermo, mentre i romani affaticati non sanno riprendere l’offesa”. Mirabile la spiegazione della tattica adottata dalla squadra del Palermo nella finale contro la Lazio: “Una strettissima difesa e vigor di scappate veloci era il miglior sistema: essa vi si è attenuta, ha vinto, ed ha vinto bene; giacchè col gioco accademico, che troppo spesso piace ai critici, essa avrebbe forse perduto”. Insomma, catenaccio e contropiede! Siamo nel 1910, ma sembra una polemica dei giorni nostri tra Max Allegri e Lele Adani!
15. La questione meridionale… calcistica (1900-1915).
Le vicende dei primi quindici anni di vita del calcio palermitano sono emblematiche tanto delle potenzialità quanto dei limiti del calcio meridionale. Il ritardo rispetto alle squadre del Nord, che già dal 1898 celebravano campionati federali, ebbe tre cause: una logistica, una economica e una socio-culturale, tra loro concatenate. La causa oggettiva per la disputa di campionati nell’Italia del Sud e nelle Isole era determinata dalle distanze tra i principali centri urbani dove si praticava il calcio, la scarsa rete di trasporti stradale e ferroviaria e gli alti costi del trasporto marittimo. La causa economica era la dipendenza dei club dalla generosità di rampolli dell’aristocrazia locale o di magnati d’origine britannica, circostanza che si lega alla terza causa, quella socio-culturale. Le modalità con cui nascevano ed erano vissuti i vari tornei siciliani, Coppa Whitaker, Coppa Lipton o l’estemporaneo Torneo dei Mille, riflettono il modo di intendere la pratica sportiva da parte di questi mecenati, fatta di sfide improvvisate, giocose e occasioni mondane. Nulla a che vedere col calcio del Nord Italia, dove lo sviluppo del calcio era riflesso dello sviluppo industriale. Negli stabilimenti del Nord lavoravano tecnici stranieri (britannici, svizzeri, tedeschi), che diffusero il gioco tra la classe lavoratrice, e dove gli sponsor erano gli industriali, i quali disciplinavano la pratica sportiva nelle pause del lavoro. Il calendario era dettato da questi ritmi e perciò nacquero da subito una federazione e campionati regolari, in cui i calciatori erano esponenti dei ceti popolari. Vicinanza geografica e rete di trasporti efficiente fecero il resto. Una lettura del fenomeno calcio in chiave sociologica, che meriterebbe ulteriore approfondimento.

