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Il calcio a Pola dalla Grande Guerra all’esodo giuliano-dalmata. Giovanni Grion: la stella strappata e le prime sfide

1. Il calcio a Pola dalla Grande Guerra all’esodo giuliano-dalmata

Istria, Fiume e Dalmazia furono territorio italiano fino all’occupazione dell’esercito jugoslavo nella primavera del 1945 e le sue squadre di calcio parteciparono ai campionati della FIGC. Certamente la città di Fiume fu la culla delle più importanti società, in particolare dell’Olympia, del Gloria, della Fiumana e del Magazzini Generali, di cui ho scritto in altre ‘pennellate’. Tuttavia altre tre squadre di altre tre città giuliano-dalmate si distinsero negli anni Trenta/Quaranta, non raggiungendo la massima serie come la Fiumana, ma disputando campionati di Serie B e di Prima Divisione, dal 1935 rinominata Serie C, o sfiorando quest’ultima prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Ecco i loro nomi, decisamente articolati come la loro storia: Gruppo Sportivo Fascio Giovanni Grion di Pola; Dopolavoro Ampelea Conservifici, già Edera e Virtus Isola, di Isola d’Istria; Associazione Calcio Dalmazia, già Società di Ginnastica e Scherma di Zara. Più che in altri territori italiani, il calcio giuliano-dalmata è stato specchio fedele delle vicende politiche, economiche e culturali, in primis dell’irredentismo, che si sviluppò dalla seconda metà dell’Ottocento, ispirato inizialmente a ideali repubblicani e mazziniani – si pensi ai martiri istriani Guglielmo Oberdan e Nazario Sauro – per poi virare verso un acceso nazionalismo e un avvicinamento al nascente fascismo. Esemplare di questa evoluzione è la storia del Fascio Giovanni Grion.

2. Giovanni Grion da Pola e il termine fascio

Per esempio, chi era Giovanni Grion? Egli fu un irredentista italiano, nato il 20 agosto 1890 a Pola, allora città austro-ungarica, e morto in combattimento nella battaglia sull’Altopiano di Asiago il 16 giugno 1916, col grado di sottotenente del 5° Reggimento Bersaglieri. Nel 1908 era stato processato e condannato per aver distribuito e affisso volantini a firma ‘Comitato giovani italiani’ e ‘Comitato della Giovine Italia’, di chiara impronta mazziniana, “con i quali si invitata alla diserzione dai reparti militari in vista dell’annessione della Bosnia-Erzegovina e di ventilata guerra e di ribellione in appoggio alla causa irredentista italiana” [fonte Roberto Spazzali, Gli ultimi del Risorgimento, 2024]. Nel processo celebrato a Klagenfurt si scopre che Grion era membro della Democrazia Sociale Italiana. Secondo gli investigatori essa era “una società segreta che diffondeva idee rivoluzionarie, repubblicane, irredentiste, anticlericali, antimilitariste” e “secondo la magistratura austriaca era una emanazione del Partito repubblicano italiano”. Aspetto per noi interessante è questo: “Democrazia Sociale poteva contare sulla rete di circoli popolari e giovanili e di associazioni sportive che erano pure la massa di mobilitazione nelle varie manifestazioni patriottiche”. Infatti diverse associazioni sportive assunsero il nome di Edera, simbolo del Partito repubblicano. Scontata la condanna a otto mesi a Klagenfurt, Grion visse in esilio a Milano e si arruolò nell’Esercito italiano alla scoppio della Grande Guerra contro l’Austria-Ungheria. Per questo alcuni giovani sportivi polesi fondarono il 27 novembre 1918 il loro Gruppo Sportivo dedicandolo alla memoria del giovane eroe, loro concittadino. Non tragga in inganno la parola ‘Fascio’. Nella Trieste austriaca d’inizio Novecento esistevano un Fascio giovanile Giovanno Bovio e un Fascio giovanile Aurelio Saffi, due politici di orientamento radicale, repubblicano e mazziniano. Nulla a che spartire coi Fasci di combattimento di Benito Mussolini, del resto fondati il 23 marzo 1919 a Milano, dunque alcuni mesi dopo il Gruppo Sportivo Giovanni Grion.

3. Gruppo Sportivo Fascio Giovanni Grion – La stella strappata e le prime sfide

Il Fascio Giovanni Grion scelse come divisa una maglia nera con stella bianca all’altezza del cuore, pantaloncini bianchi e calzettoni neri. Saremmo tentati di pensare che la scelta fosse ispirata ai nerostellati del Casale, che a sorpresa avevano vinto il campionato di Prima Categoria (antenata della Serie A) nella stagione 1913-14. Nulla di più falso. In realtà tutto nasce da un fatto accaduto nel porto di Pola all’inizio del 1919. Una corvetta americana attraccò nel porto di Pola. Alcuni marinai della nave, ubriachi, molestarono donne e ragazze locali. Da qui la reazione da parte di giovani polesi, che inseguirono i marinai fino alla loro nave. Uno dei giovani riuscì addirittura a salire sulla corvetta, strappare una stella dalla bandiera americana e appuntarsela sul petto della maglia nera che indossava quel giorno. Un’impresa che i ragazzi di Pola vollero immortalare scegliendola come divisa del Grion. Sempre dal porto ebbe inizio l’attività calcistica dei nerostellati polesi. Da un articolo dell’Arena di Pola del 13 luglio 1976, consultabile in rete, ricaviamo risultati e altri dati delle prime partite giocate nel 1919, anno nel quale il Grion disputò solo amichevoli e non campionati regolari. Il primo incontro fu giocato sul piazzale della Marina contro una selezione degli Aviatori della Marina con vittoria del Grion 3-1. Dopo l’incontro, come riferisce un giornale locale, “i giocatori si radunarono nella sede sociale dove fu servito un vermouth d’onore”. Diverse furono le partite giocate a Pola contro squadre di marinai inglesi o italiani o altre squadre di Pola o della Venezia Giulia. Queste le squadre giuliane affrontate in ordine cronologico: Edera Trieste, Veloce Club Polese, Esperia Fiume e Triestina. Infine Audax FC e SS Internazionale, entrambe di Pola. Interessante l’incontro giocato a Rovigno dal Grion B contro il Fascio democratico Rovigno. Il 13 luglio e il 28 settembre a Pola si sfidarono Grion e Como, pareggio 2-2 e vittoria del Grion 2-1. Nel frattempo, il 15 agosto, il Grion fu invece sconfitto in casa 2-1 dalla US Milanese. L’anno 1919 si concluse con una tournée di tre partite tra Toscana ed Emilia, giocate il 25, 26 e 28 dicembre, rispettivamente contro Livorno (pareggio 2-2), Pisa (sconfitta 5-2) e Bologna (sconfitta 3-0). Bilancio deludente, ma che non scoraggiò il Fascio Grion, che fu tra le società fondatrici del Comitato Regionale Giuliano il 30 ottobre 1919.

9 Agosto 20265 minuti di lettura
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